I diversi gradi dell'autismo



 Rieccoci qui! Oggi vorrei raccontarvi la classificazione dei disturbi dello spettro autistico, non entrerò eccessivamente nei dettagli medici della stessa ma cercherò di darvi qualche pillola tecnica a riguardo.
Partiamo dal presupposto che ogni persona nello spettro è un caso a sé stante, pertanto non esiste un modo matematico per valutarne la gravità o il tipo, esistono mille sfumature differenti che caratterizzano questi meravigliosi ragazzi.

Inizialmente i disturbi dello spettro autistico non si chiamavano così, erano divisi in patologie differenti che erano accomunate dagli stessi sintomi, si distinguevano in funzione della gravità e della compromissione di determinate aree funzionali. Queste patologie erano per esempio: la sindrome di Asperger, il disturbo disintegrato dell'infanzia ed il disturbo pervasivo dello sviluppo.

Negli ultimi anni è invece stato scelto di raccogliere le diverse patologie sotto lo stesso cappello e chiamarle "disturbi dello spettro autistico" o "autism spectre disease" rispettivamente DSA o ASD in inglese. Una volta raccolte queste patologie hanno stilato una scala di tre categorie così organizzata:
  • livello 1, in cui vi è una minore e/o parziale compromissione dell’area linguistica e cognitiva, ed i deficit comunicativi sono tali da richiedere un supporto;
  • livello 2, in cui la comunicazione verbale e non verbale sono deficitarie e vi è necessità di un supporto significativo;
  • livello 3, in cui è presente una grave compromissione del funzionamento, tale da richiedere un supporto molto significativo.   

(Definizioni estratte dal DSM-5)

Alle volte potete anche trovare la definizione di queste tre categorie rispettivamente come: lieve, moderato e severo; non preoccupatevi è la stessa identica cosa.
Un altro modo diffuso ad uso più colloquiale è "alto funzionamento", si intende generalmente la forma di livello 1 o Lieve dove le abilità cognitive, linguistiche e sociali sono solo parzialmente interessate.
Ovviamente questi differenti gradi di gravità non servono solo a definire la diagnosi, ma da questi dipenderanno i vari aiuti/sussidi forniti alla persona, decisi in funzioni delle difficoltà nelle differenti aree e nelle varie autonomie possedute o raggiunte.

Trattandosi di minori in età di sviluppo la diagnosi e la certificazione dell'invalidità è soggetta ad un rinnovo variabile da 2 a 5 anni, pertanto la classificazione del vostro piccolo può andare soggetta ad un cambiamento nel tempo. Per via dello sviluppo in e del lavoro svolto dalle terapiste potrebbero esserci dei miglioramenti, per contro si potrebbe avere anche una peggioramento o regressione nel corso degli anni.

Nel nostro caso personale Stefano quando ha avuto la prima diagnosi è stato classificato come moderato/grave, ovviamente la valutazione è stata "peggiorativa" per via dell'età anagrafica, pensate alle autonomie di un bambino di nemmeno 3 anni. Tra 10 mesi dovremo prepararci ad una nuova visita da parte della commissione medica dell'ATS per valutare il rinnovo del certificato di invalidità, sospettiamo che la nuova valutazione sarà migliorativa rispetto alla prima. Verranno valutati e notati tutti i progressi e traguardi raggiunti negli ultimi tre anni.

Sperando di esservi stato utile vi saluto e vi invito a leggere i prossimi articoli pubblicati sul sito!



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