Sospetto che mio figlio sia autistico.




Se hai letto il precendente articolo Il Dubbio e sei qui allora forse è bene che ti raccontiamo come noi abbiamo affrontato la situazione.

Da quando abbiamo cominciato a notare i comportamenti di Stefano, da bravi neogenitori ci siamo fiondati subito in internet a cercare consigli su come comportarci in questa situazione.
Inutile dire che i fantastilioni di pareri differenti non hanno fatto altro che confonderci e farci perdere tempo prezioso, specialmente quando la soluzione più veloce e comoda la abbiamo a portata di mano!

Il pediatra! La soluzione migliore è ovviamente affidarsi a lui.
Ovviamente il pediatra è la  figura medica che meglio conosce vostro figlio, lo ha seguito dalla nascita verificando ed annotando il percorso dalla nascita. 

Dopo aver perso dei mesi a scrutare il web in cerca della soluzione miracolosa ai nostri problemi, abbiamo finalmente chiesto appuntamento col pediatra di Stefano per discutere i suoi comportamenti; Stefano aveva un 1 anno e mezzo quando abbiamo cominciato a discuterne. Abbiamo esposto tutti quei comportamenti che ci sembravano strani e manifestato i nostri sospetti sulla condizione di nostro figlio.
Come prima cosa ovviamente il pediatra ci ha risposto di non allarmarci, ovviamente c'erano dei comportamenti sospetti anche per lui, ma bisogna tenere giustamente conto del fatto che ogni bambino è fatto a suo modo ed ha i propri tempi

Ed è su quanto sopra che vorrei richiamare la vostra attenzione: se state affrontando una situazione come la nostra la cosa più importante di tutte è mantenere la calma e rimanere obiettivi, lucidi e razionali; non lo dico per caso!
Inutile dire che farlo è estremamente difficile e sarebbe ipocrita dire che noi ci siamo comportati così, ma questa vuole essere una guida e vuole cercare di non farvi cadere nei nostri stessi errori.
Il pensiero che certe cose possono succedere anche a nostro figlio è devastante, possono destabilizzarci e farci perdere di obiettività, ma questo è un argomento importante e merita di essere affrontato in un articolo tutto suo.

Tornando alla nostra storia, abbiamo condiviso le nostre osservazioni col pediatra per circa 6 mesi, fino ad arrivare alla conclusione che la soluzione migliore era farlo visitare da persone più preparate,
a quel punto il pediatra ci ha fatto un'impegnativa per una visita neuropsichiatrica infantile.
BOOM il mondo ci era appena caduto addosso..al punto da non aver avuto il coraggio di prenotare la visita per due mesi, alla fine dei quali finalmente ci siamo decisi a fare il passo.

Al giorno della visita abbiamo avuto colloquio con la responsabile della Neuropsichiatria infantile ed una psicologa, con le quali abbiamo discusso le osservazioni condivise anche col pediatra e risposto alle loro domande poste su Stefano; la visita si è conclusa con la loro richiesta di iniziare una serie di osservazioni per i successivi 3 mesi.
Il percorso di osservazione è fondamentale per i medici per capire esattamente la presenza o meno di qualcosa da diagnosticare. 
L'equazione visita=diagnosi non è sempre vera e vale veramente la pena farla nel caso abbiate dei sospetti, perchè comunque vada lo state facendo per il bene del vostro piccolo.

Alla prossima!!!
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