I disturbi sensoriali.


 

Ciao a tutti, eccoci di nuovo qui dopo una breve pausa!

L'autismo è spesso descritto come "disturbo sensoriale",  questo è un tema piuttosto vasto quindi oggi vi vorrei parlare a grandi linee di cosa si tratta.
Potrà sembrarvi una fesseria, ma da genitori speciali è FONDAMENTALE aver sempre presente ciò che il nostro piccolo può provare in determinate circostanze, dico questo perché spesso alla base di determinati comportamenti o reazioni dei nostri bambini è celato un malessere del quale noi non riusciamo a comprenderne la causa.

Bisogna chiarire prima di tutto che la percezione delle persone nello spettro è completamente diversa dalla nostra neurotipica, questo significa che qualcosa per noi piacevole (o anche indifferente) per loro può essere spiacevole o addirittura dolorosa.

Mi spiego meglio, tutti gli esseri umani fanno affidamento ai propri sensi:

  • Vista
  • Olfatto
  • Tatto
  • Udito
  • Gusto
  • Apparato vestibolare (il senso reponsabile dell'equilibrio e della propriocezione)
Per esempio immaginate di fare una passeggiata sulla spiaggia: sole alto nel cielo (vista), la sensazione della sabbia sotto alla pelle (tatto) ed il rumore delle onde e dei gabbiani(udito); niente di più piacevole vero? Per molti di noi sicuramente è, ma pensate come sarebbe se il sole vi desse fastidio perché troppo forte, la sabbia vi rimanesse incollata ai piedi ed in mezzo alle dita e quei gabbiani che emettono uno stridio insopportabile! Un vero incubo non trovate?

Questo è un semplice esempio solo per rendere evidente la differente percezione degli stimoli e degli ambienti, ma c'è molto di più oltre alla mera differenza di percezione.
Immaginatevi mentre vi fate una bella doccia, l'acqua che fuoriesce dal soffione e cade sulla vostra pelle vi provoca una sensazione di massaggio. Una persona con ipersensibilità al tatto anziché sentire il massaggio dei getti sulla pelle, potrebbe percepire una serie di spilli che gli si infilzano nella carne e provare dolore anziché relax.
Per questa ragione in apertura parlavo di quanto fosse fondamentale per un supergenitore leggere le reazioni del proprio figlio di fronte ad uno stimolo, per loro può essere addirittura doloroso!!

Nel nostro percorso con Stefano non nego che spesso è stato molto difficile immedesimarsi in lui per capire cosa potesse dargli fastidio, spesso siamo andati per esclusione ed in altri casi abbiamo dovuto ricorrere all'aiuto delle terapiste.
Nostro figlio nonostante sappia parlare non è ancora in grado di esprimere chiaramente un disagio o indicarne la fonte; per quanto abbiamo scoperto finora sembra che i maggiori fastidi siano legati agli stimoli visivi, uditivi e vestibolari.
Abbiamo consapevolezza di questo perché certi comportamenti che mette in atto sono legati a questi sensi:  per esempio tapparsi le orecchie o mettere le mani davanti agli occhi di fronte ad una fonte forte di luce, per contro a volte invece ricerca gli stessi stimoli che il giorno prima gli davano disturbo.

Il lavoro di noi genitori in queste circostanze è quello di riconoscere questi disagi e comunicarli alle terapiste e collaborando con loro mettere in atto un piano per imparare a gestirli nel modo meno traumatico possibile. La parte più difficile ed importante è fare uno sforzo empatico e mettersi nelle loro circostanze! 

Farò un ulteriore esempio:

Immaginate di essere a lavoro e di dover svolgere le vostre mansioni essendo sottoposti continuamente alla cosa che vi da più fastidio in assoluto! 
Nessuno riesce a capire cosa vi disturba, ma vi viene continuamente ricordato cosa dovete fare ed entro quando dovete finire.

I nostri bambini convivono con queste cose tutti i giorni, saper riconoscere i loro disagi può fare veramente la differenza e può sopratutto migliorarne la qualità della vita.

Volete saperne di più a riguardo? Fateci sapere cosa ne pensate e se voleste che approfondissimo l'argomento.

Alla prossima!!!

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